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Come proteggere il tuo bambino dall'adenovirus
Febbre, raffreddore e malessere? Potrebbe essere adenovirus. Scopri come riconoscerlo e quali accorgimenti adottare per il benessere del tuo piccolo.
3 ottobre 2025
Indice dei contenuti
Febbre alta, nasino che cola, occhi lucidi e tanta inspiegabile irritabilità: quando un bimbo si ammala, per un genitore è sempre un momento di ansia e preoccupazione.
Se hai un figlio piccolo, sai bene che basta un sintomo per allarmarsi e chiederti se sia il caso di contattare subito il Pediatra oppure aspettare e gestire la situazione a casa, stando all’erta.
Purtroppo, i primi anni di vita sono delicati; esistono numerose infezioni da non sottovalutare, facilmente confondibili con altre malattie stagionali.
Tra queste, l’adenovirus è uno dei più comuni nei bambini ed è spesso responsabile di sintomi simili a quelli di un raffreddore o di un’influenza, ma può anche causare disturbi gastrointestinali, congiuntiviti e problemi respiratori.
Anche se può spaventare, nella maggior parte dei casi con le giuste attenzioni si risolve senza complicazioni.
Quindi, niente panico: conoscere i principali agenti patogeni e sapere come prevenire il più possibile il contagio ti aiuterà a proteggere chi ami e a gestire la situazione con più serenità.
Veder soffrire i più piccoli innesca sentimenti di impotenza e frustrazione nei genitori ma ricorda che non siete soli: parlate apertamente delle vostre difficoltà, il Pediatra e i gruppi di supporto possono offrire un aiuto prezioso, oltre a suggerimenti pratici e occasioni di confronto!
Come riconoscere l’infezione da adenovirus
L’adenovirus è un agente infettivo, molto comune nei bambini piccoli, dato che trascorrono gran parte della giornata in ambienti affollati come asili e scuole.
Rispetto allo pneumococco, però, l’adenovirus causa soprattutto malattie respiratorie, con sintomi che variano a seconda dell’età dell’infante e del tipo di virus.
La sintomatologia più comune include:
Febbre alta (spesso sopra i 38,5°C), che può durare diversi giorni. Avete notato un bambino più spossato del solito e di cattivo umore?
Congiuntivite: ha gli occhi arrossati, gonfi e lacrimanti, con secrezioni appiccicose soprattutto al risveglio? Potrebbe trattarsi di adenovirus.
Tosse secca e persistente, che sembra peggiorare nelle ore notturne e disturba il sonno del bambino, con manifestazioni di disagio e fastidio.
Mal di gola e difficoltà a deglutire, accompagnati talvolta da placche sulle tonsille.
Raffreddore e congestione nasale, con muco abbondante che impedisce la normale respirazione.
Problemi gastrointestinali (diarrea, nausea e vomito), gravi nei minori perché spesso determinano uno stato di disidratazione se non gestiti adeguatamente.
Nessuno conosce vostro figlio meglio di voi, osservatelo attentamente e prendete nota sia dei sintomi sia di dettagli insoliti, in modo da riferirli poi al Pediatra.
Se è la sua prima infezione, è normale vederlo abbattuto o sofferente, ma abbiate fiducia nella terapia prescritta e nelle vostre capacità genitoriali.
La vostra presenza e le vostre attenzioni sono il conforto necessario, da abbinare ai farmaci e a qualche giorno di riposo in casa.
Quanto dura e come si trasmette l’adenovirus?
L’adenovirus è altamente contagioso, perciò la trasmissione è facilissima: bastano poche gocce di saliva, qualche colpo di tosse o uno starnuto da parte di un portatore sano (o un altro bambino ammalato) e avviene il contagio.
Attenzione anche al contatto diretto con superfici contaminate e in comune tra tanti bambini come i giocattoli, le maniglie, i tavoli di un asilo. Il contatto successivo con occhi, naso o bocca può rivelarsi decisivo per ammalarsi.
Nei neonati c’è una via di trasmissione ulteriore, data dalle feci infette e dall’uso del pannolino, spesso responsabili di infezioni gastrointestinali riconducibili all’adenovirus.
La durata dell’infezione varia: in genere i sintomi respiratori persistono per 7-10 giorni, mentre quelli gastrointestinali possono risolversi in 3-5 giorni.
Cosa fare in caso di infezione da adenovirus?
Ad oggi, non esiste una cura specifica per l’adenovirus, è più corretto parlare di un trattamento mirato ad alleviare i sintomi e a far stare meglio vostro figlio.
I pediatri consigliano una strategia terapeutica che agisce su più fronti e coinvolge l’intero stile di vita:
Antipiretici (come paracetamolo o ibuprofene) per ridurre la febbre e il malessere, in modo da riavere un bambino vivace e di buon umore.
Lavaggi nasali e aerosol, entrambi ottimi alleati per liberare il naso e facilitare la respirazione. Non provocano dolore e non sono invasivi, ma se il bambino ha paura o non è collaborativo, mantenete la pazienza e trasformate quel momento in un gioco, con una fiaba o con un giocattolo speciale.
Idratazione costante, soprattutto in caso di diarrea o febbre alta, per prevenire la disidratazione. Oltre all’acqua potete proporre, in base all’età, succhi di frutta, frullati, minestrine con una dose extra di brodo, per aiutarlo a bere di più.
Riposo, per il corpo e la mente. Vostro figlio potrebbe aver bisogno di un pisolino in più o di allungare la durata del riposo pomeridiano. Se, al contrario, è attivo e si annoia proponete attività rilassanti, evitando sforzi intensi o uscite che potrebbero ritardare la guarigione.
Se notate difficoltà a respirare, segni di disidratazione come labbra secche e un numero inferiore di pannolini bagnati o febbre persistente, consultate il vostro Pediatra di riferimento e prendete appuntamento per una visita.
Come prevenire il contagio da adenovirus?
Purtroppo è impossibile azzerare il rischio di infezione ma, in soccorso di voi genitori, arrivano alcune buone pratiche e accortezze di igiene personale che possono aiutare a ridurre la trasmissione.
La prevenzione non compie miracoli ma tutela i più piccoli e limita il numero di casi registrati, perciò via libera a manine pulite e superfici igienizzate.
In particolare dopo il cambio del pannolino e prima dei pasti, ricordatevi di lavare le manine del bambino e, man mano che cresce, insegnategli a coprirsi bocca e naso con il gomito quando tossisce o starnutisce.
Tenetevi in contatto con gli altri genitori, in modo da sapere in anticipo se ci sono bambini con sintomi evidenti e valutare di non mandare il vostro all’asilo.
Affrontare un’infezione da adenovirus con un infante può essere stressante e richiede una buona dose di organizzazione per l’intero nucleo familiare.
Ogni genitore desidera proteggere il proprio piccolo, ed è normale provare ansia di fronte ai primi sintomi.
Ricordate che nella maggior parte dei casi si tratta di un’infezione benigna, che si risolve facilmente con il giusto riposo e con le indicazioni del Pediatra.
Ogni gesto di prevenzione, unito alla vostra presenza amorevole, può fare la differenza e garantire al piccolo di tornare presto in perfetta salute.