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Raffreddore nei bambini: cause, sintomi e prevenzione

Il raffreddore, spesso, passa da solo in pochi giorni. Leggi in questo articolo come riconoscerne i sintomi nei bambini e come imparare a prevenirlo.

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12 Dicembre 2018 • 8 minuti di lettura

Naso che cola e fazzolettini di carta diventando i fedeli compagni di molti bambini durante la stagione fredda.

Per le mamme, d’altra parte, si avvia la consueta routine di lavaggi nasali, aerosol, spray, e frequenti visite in farmacia alla ricerca dell’ultima soluzione innovativa contro il raffreddore.

Il raffreddore, non a caso, è una delle problematiche più diffuse nei bambini, fin dai primi mesi di vita. E le mamme lo sanno!

All’inizio, anche per te era scattata la modalità di emergenza: come ogni genitore anche tu vorresti che il tuo piccolo stesse sempre bene.

Nel tempo, però, hai realizzato che il raffreddore può essere spesso la costante nel lungo inverno di un bambino e hai capito che bisogna imparare a gestire al meglio la situazione.

Alla resa dei conti, il raffreddore rinforza il tuo bambino, lo aiuta a crescere sano e a sviluppare un sistema immunitario sempre più vigile.

Il raffreddore, poi, passa spesso da solo in pochi giorni, imparando a conoscerlo e seguendo qualche consiglio utile che ti proponiamo in questa piccola guida, dalle cause ai sintomi, per arrivare a qualche sostegno per la prevenzione.

“Mamma, mamma, mi cola il naso!”: è arrivato il raffreddore!

Dai primi anni di vita del tuo bambino hai intrapreso la tua personale “battaglia invernale” contro il raffreddore del tuo bambino.

Ogni anno la storia si ripete: primi freddi, primo raffreddore. Tutto normale, ormai te ne sei resa conto anche tu.

L’esperienza di una mamma cresce con il suo bambino: quando era un neonato il primo raffreddore ti spaventò, oggi hai vissuto così tanti raffreddori che sai di poterli affrontare in modo sereno.

Il raffreddore è caratterizzato sempre dagli stessi sintomi più o meno importanti e fastidiosi:

  • Congestione: naso chiuso, occhi rossi e pesanti e senso di oppressione frontale, a volte associato a un leggero mal di testa dovuti all’ingrossamento dei seni paranasali, le strutture attorno al naso;
  • Rinorrea: naso che cola abbondantemente prima muco trasparente, fluido e irritante che poi può diventare più denso, giallognolo e molto abbondante;
  • Starnuti frequenti: sono la risposta fisiologica delle ciglia nasali che lavorano per liberare le fosse nasali dalla presenza di muco abbondante e “dell’intruso virale”;
  • Difficoltà a respirare con il naso;
  • Senso di spossatezza e scarso appetito, soprattutto nella fase iniziale;
  • Sensazione di freddo;
  • Mal di gola: dovuto al muco che scende nella gola irritandola;
  • Tosse;
  • Febbre.

La comparsa degli ultimi 3 sintomi rende necessario l’intervento del Pediatra anche per le mamme meno ansiose.

È importante escludere la possibilità di un’infezione batterica secondaria al raffreddore, una situazione che spesso si verifica quando il sistema immunitario indebolito dalla condizione non riesce a contrastare efficacemente un possibile attacco batterico, richiedendo così la prescrizione di un antibiotico.

Dopo aver visto i principali sintomi del raffreddore nei bambini, adesso, è il momento di conoscere il raffreddore nei bambini da vicino, partendo dalle cause e procedendo con la prevenzione.

Identikit e cura del raffreddore nei bambini

Il raffreddore è una delle problematiche più frequenti nei primi anni di vita, lo abbiamo appena visto. Un bambino può arrivare anche a più episodi nell’arco di un inverno.

Nel tempo, però, la frequenza via via diminuisce mentre il piccolo cresce e il suo sistema immunitario si rinforza.

Il raffreddore, infatti, è una naturale palestra per il sistema immunitario di tuo figlio: l’allenamento per diventare sempre più forte.

Nello specifico, il raffreddore è un’infezione di natura virale causata principalmente da Rhinovirus e da un gran numero di ceppi virali presenti nell’aria.

La trasmissione del virus avviene principalmente per due vie:
Il freddo favorisce l’infezione in bambini con il sistema immunitario meno forte o sviluppato.

  1. aerea: attraverso gli starnuti, ad esempio;
  2. contatto: in particolare, le mani sono tra i principali “untori”.

La sua stretta relazione alla stagione fredda è dovuta alla maggiore propensione delle persone a stare in ambienti chiusi e sovraffollati, dove è più facile la trasmissione del virus.

Nel caso dei bambini, poi, nido, asilo e scuola rappresentano una fucina ad alto rischio di raffreddore, sia perché con il primo freddo si chiudono le finestre e giocare all’aperto diventa difficile, sia perché i bambini giocano tranquilli tra di loro senza preoccuparsi di starnuti, naso che cola e mani da lavare.

Leggi anche → Asilo nido e malattie: perché i bambini si ammalano spesso?

Come si cura il raffreddore del tuo bambino?

Salvo complicanze a cui abbiamo accennato prima e che il solo il Pediatra è in grado di diagnosticare, il raffreddore passa da solo in pochi giorni, una settimana circa o poco più.

In generale, manifesta il massimo dei suoi sintomi nei primi 3 o 4 giorni e poi man mano il naso cola meno, gli starnuti diventano sempre più rari e alla fine passa.

Salvo diversa prescrizione del Pediatra, bisogna favorire la liberazione del naso e dei seni paranasali attraverso alcuni ausili di supporto come:
Infine, in presenza di mal di gola o febbre il Pediatra valuta una prescrizione in base alla diagnosi.

  • Lavaggi o irrigazioni nasali a base di soluzione salina ipertonica: favoriscono l’espulsione del muco con effetto decongestionante;
  • Spray a base di soluzione salina ipertonica da portare sempre con sé: grazie alla praticità e semplicità di utilizzo aiutano a favorire la decongestione e l’eliminazione del muco in eccesso ovunque.
  • Fazzoletti di carta usa e getta: quando c’è il raffreddore dei bambini (e anche degli adulti) il fazzoletto di carta è la soluzione migliore se, e solo se, lo usi una volta e lo getti subito. Utilizzare il fazzoletto più volte favorisce il contatto continuo con il virus della soffiata precedente. Quindi, 1 soffio per 1 fazzoletto deve essere la regola.
Come liberare e detergere i nasini
1.Lavaggi o irrigazioni nasali a base di soluzione salina ipertonica
2.Spray a base di soluzione salina ipertonica da portare sempre con sé
3.Fazzoletti di carta usa e getta: essenziali!
4.Chiedi sempre il consulto di un Pediatra
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Prevenire il raffreddore è possibile e utile? Dipende!

Lo sai benissimo che l’inserimento in comunità del tuo piccolo è associata a un maggior rischio di raffreddore, influenza e altre problematiche legate al contatto con altri bambini.

Nido, asilo e scuola rappresentano infatti dei “laboratori per testare il sistema immunitario” del tuo piccolo. La tua esperienza (e quella di altre mamme) te lo insegna da sempre.

Prevenire il raffreddore nei bambini è quindi quasi impossibile: è nell’aria!

Se potessi metteresti il tuo bambino in una bolla di vetro asettico, ma anche questo non avrebbe senso perché interromperesti lo sviluppo del suo sistema immunitario.

Abbiamo visto infatti che qualche raffreddore aiuta il tuo piccolo a diventare un ragazzo sempre più forte.

Già nella scuola primaria gli episodi di raffreddore si riducono anno dopo anno.

In ogni caso, puoi seguire alcuni consigli per sostenere il sistema immunitario del tuo bambino, per rendere il raffreddore meno fastidioso di volta in volta e magari ridurre gli episodi e le recidive.

Mantenere il naso deterso e libero

La detersione nasale, anche quotidiana, vale nel neonato ma anche nei bambini, nei ragazzi e negli adulti. Crescendo poi i bambini imparano sia a soffiarsi bene il naso che, eventualmente, a fare le irrigazioni nasali da soli per una detersione profonda.

Mantenere una buona umidità della cavità nasali

Questo è un altro aspetto che aiuta l’espulsione naturale del muco.

Una buona umidità crea, infatti, un ambiente nasale funzionale nel favorire l’espulsione di ospiti indesiderati e nel bloccare il loro accesso alle vie respiratorie inferiori.

Evitare sbalzi di temperatura

Coprirsi bene in base alla temperatura dell’ambiente evitando non solo il freddo ma anche di sudare.

Lavarsi bene le mani

Ricordiamo che il contatto è uno dei maggiori fattori di rischio di infezione. Quindi, il lavaggio delle mani dovrebbe diventare un’abitudine sempre e, in particolare, quando il piccolo torna a casa, si tocca il naso o se lo soffia.

Insisti con assiduità con il lavaggio delle mani e fa capire al tuo bambino che è importante, anche per “sopravvivere” al meglio alla vita di comunità.

A tavola non dovrebbero mai mancare frutta e verdura fresche e di stagione

Sono ricche di vitamine e minerali, micronutrienti ma anche molecole biologicamente attive e coinvolte nel sostenere diverse funzioni del nostro organismo.

Le vitamine A, C, B6, B12 e l’acido folico, insieme a ferro, rame, selenio e zinco contribuiscono alla normale funzione del sistema immunitario. In particolare una buona spremuta di arance al mattino rappresenta una fonte ricca di vitamina C.

Questi sono accorgimenti che in generale non evitano il raffreddore ma aiutano a viverlo meglio.

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Questo articolo non ha in alcun modo lo scopo di sostituire il consulto medico.
Si consiglia sempre la visita pediatrica per capire le origini della malattia/infiammazione per le specifiche cure.

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