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Bronchiolite: cos’è e come riconoscerla

Scopri tutto quello che è utile sapere sulla bronchiolite: un’infezione virale tra le più comuni tra i bambini, anche molto piccoli o neonati.

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31 Agosto 2022 • 8 minuti di lettura

Se hai un neonato o un bambino entro l’anno di età, devi sapere che i mesi tra novembre e marzo sono quelli a maggior rischio di bronchiolite. Si tratta di una delle più comuni infezioni virali acute tra i bambini.

In particolare, colpisce soprattutto i più piccoli, rappresentando una tra le più frequenti cause di ospedalizzazione nei neonati fino al primo anno di vita.

La bronchiolite è un’infezione che colpisce, appunto, i bronchioli, tra le più piccole diramazioni dei bronchi, arrivando a determinare infiammazione acuta, edema e necrosi delle cellule epiteliali che li rivestono, a cui segue un’eccessiva produzione di muco.

Anche nella sua forma più lieve, si presenta come un’infezione autolimitante con distress respiratorio e, se evolve in forme più gravi, può portare a insufficienza respiratoria.

È quindi importante rivolgersi subito al Medico quando il bambino respira male, soprattutto in presenza di una specie di fischio o di rantolo, che è tra i sintomi tipici della bronchiolite.

Ma come puoi capire se il tuo piccolo soffre di bronchiolite?

Vediamo meglio le caratteristiche della bronchiolite per capire come riconoscerla, quali sono i suoi sintomi e come si può prevenire e curare con l’aiuto del Pediatra.

La bronchiolite rappresenta una delle più comuni cause di ospedalizzazione nei bambini al di sotto dei 2 anni.

Identikit della bronchiolite: cause e incidenza

La bronchiolite è un’infezione virale che colpisce le vie respiratorie inferiori più profonde, i bronchioli.

I bronchioli, infatti, assieme agli alveoli, costituiscono la parte terminale delle vie respiratorie dove avvengono gli scambi gassosi con il sangue.

Si tratta quindi delle più piccole diramazioni dell’albero respiratorio ma anche delle più importanti dal punto di vista funzionale.

Proprio a livello di bronchioli e alveoli, infatti, avviene la respirazione, il processo attraverso cui il sangue viene liberato dall’anidride carbonica e arricchito di ossigeno da distribuire a tutte le cellule dell’organismo.

Ormai è noto che le vie respiratorie superiori rappresentano la porta di accesso a molti agenti infettivi, che possono arrivare a colpire anche i rami più in profondità nell’albero respiratorio.

Questo è proprio ciò che accade con la bronchiolite, che si presenta come un’infezione virale a carico dei bronchioli.

I colpevoli della bronchiolite sono infatti dei virus. In particolare, il virus respiratorio sinciziale, VRS, è il più comune agente causale della bronchiolite ma è stato evidenziato il coinvolgimento anche di molti altri virus, come:

  • Metapneumovirus umano;
  • Coronavirus;
  • Rinovirus umano;
  • Adenovirus;
  • Bocavirus umano;
  • Virus influenzali e parainfluenzali.

Nel 30% dei casi si osserva il coinvolgimento di 2 virus.

A livello epidemiologico, colpisce principalmente i bambini, anche molto piccoli, con un’incidenza dall’11% al 15% nei primi 2 anni di vita.

Tra i principali fattori predisponenti vengono elencati la prematurità, con età gestazionale inferiore a 32-34 settimane, basso peso alla nascita ed età inferiore ai 3-5 mesi, assieme a:

  • Anomalie delle vie aeree;
  • Malattia polmonare cronica (displasia broncopolmonare);
  • Disturbi da immunodeficienza congenita;
  • Fumo dei genitori;
  • Ambiente di vita affollato;
  • Malattia neuromuscolare;
  • Cardiopatia congenita.

Trattandosi di un’infezione virale, nelle forme lievi o moderate si risolve senza particolari preoccupazioni, ma nei bambini più fragili, aumenta il rischio di evoluzioni gravi, anche con sovrainfezioni batteriche, per cui può essere necessaria l’ospedalizzazione.

In tutti i casi, la bronchiolite non va mai sottovalutata: è essenziale rivolgersi al Pediatra in presenza anche di lievi problemi respiratori.

I sintomi della bronchiolite: come riconoscerla nei neonati e nei bambini

Dal punto di vista clinico, la bronchiolite è caratterizzata da ostruzione delle vie respiratorie dovuta all’eccessiva produzione di muco e da una riduzione della compliance polmonare.

In pratica, il virus, infettando le cellule epiteliali che rivestono i bronchioli e le vie respiratorie profonde, attiva un processo infiammatorio che non solo porta all’eccessiva produzione di muco, alterando anche la sua fisiologica eliminazione attraverso le ciglia, ma che arriva anche a determinare necrosi, ovvero la morte delle cellule.

Tutto ciò comporta difficoltà respiratorie che si manifestano con aumento della frequenza del respiro che viene spesso dipinta anche come “fame d’aria”.

Nello specifico, se il tuo bambino ha meno di un anno e comincia a manifestare i seguenti sintomi potrebbe aver contratto la bronchiolite:

  • Dispnea e/o respiro difficoltoso, affannoso, superficiale e spesso sibilante, come se ci fosse un fischio, o presenza di rantolo;
  • Infiammazione nasale con naso che cola;
  • Tosse persistente con emissione di muco;
  • Febbricola che può arrivare a superare i 38,5 °C (50% dei bambini).

Se il respiro del tuo piccolo è affannoso, faticoso e sibilante o senti una specie di rantolo o fischio, rivolgiti al Pediatra, può essere la bronchiolite.

Si tratta, come abbiamo visto, di un’infiammazione che colpisce soprattutto i neonati e che di solito si risolve senza conseguenza ed eccessive preoccupazioni.

Tuttavia, trattandosi di bambini, è bene rivolgersi al proprio Pediatra per valutare che l’ossigenazione nel sangue sia mantenuta al livello corretto e non presenti cali.

Inoltre, spesso, la difficoltà respiratoria nei bambini più piccoli si accompagna a difficoltà ad alimentarsi, oltre a causare disidratazione. Ecco perché è fondamentale verificare con lo specialista che il livello di idratazione sia adeguato.

La diagnosi di bronchiolite richiede quindi una visita da parte del Pediatra di fiducia. I sintomi, un esame obiettivo e l’anamnesi consentiranno di valutare la situazione e fare una corretta diagnosi.

Solo in alcuni casi vengono richiesti anche esami di laboratorio o strumentali e, molto raramente, una radiografia del torace del neonato.

Spesso, è previsto il ricovero in ospedale, ma quando il piccolo è in grado di alimentarsi e la saturazione è buona, può essere trattato a domicilio. In questi casi, il Pediatra segue lo sviluppo della malattia fino alla risoluzione.

Lo specialista, inoltre, potrebbe indicare i lavaggi nasali con soluzione isotonica o ipertonica che, oltre a essere utili per prevenire l’aggravarsi delle infezioni virali, sono indicati anche per mobilizzare le secrezioni nasali e liberare il nasino del tuo piccolo, permettendogli di respirare meglio e quindi anche di riposare e alimentarsi più facilmente.

In alcuni casi, poi, lo specialista, se lo ritiene opportuno, potrebbe indicare anche l’aerosol con soluzione salina al 3% per favorire l’eliminazione del muco e ridurre il tempo di degenza.

Inoltre, solo su indicazione del Medico e se risulta efficace, si può prevedere una terapia a base di broncodilatatori per via inalatoria, di solito utilizzando la soluzione isotonica, quando previsto, per veicolare il farmaco.

Un altro suggerimento utile per i genitori è di frazionare i pasti, in modo da ridurne la quantità per renderli meno faticosi, aumentando però la frequenza.

Come prevenire la bronchiolite

La bronchiolite, così come le altre infezioni virali è contagiosa. In particolare, si trasmette tramite contatto diretto con superfici contaminate.

Infatti, i virus che causano la bronchiolite si depositano sugli oggetti e i neonati tendono a interagire con essi tramite la bocca, oltre che con le manine.

Ecco quindi che un’accurata igiene delle mani e degli oggetti con cui entra in contatto il piccolo è fondamentale.

Lavarsi le mani con il sapone prima di accudire il proprio bambino è una buona abitudine da acquisire, soprattutto nei mesi più freddi, quando il virus della bronchiolite persiste nell’ambiente.

Seguendo alcuni semplici accorgimenti, quindi, i genitori possono scongiurare il rischio di contrarre questa malattia:

  • Evitare il contatto con persone già affette da infezioni delle vie aeree;
  • Lavarsi sempre le mani prima di accudire il neonato e dopo;
  • Inserire i lavaggi nasali con soluzione fisiologica come pratica di igiene settimanale per mantenere il naso pulito e libero;
  • Utilizzare i lavaggi nasali con soluzione fisiologica o ipertonica in caso di naso chiuso, per liberarlo dal muco in eccesso ed evitare così eventuali infezioni virali o batteriche;
  • Mantenere il piccolo ben idratato, possibilmente tramite l’allattamento al seno per il neonato ed esortando i bambini più grandi a bere latte o acqua;
  • Evitare l’esposizione al fumo: numerosi studi testimoniano che l’incidenza delle malattie respiratorie, inclusa la bronchiolite, aumenta nei bambini esposti al fumo passivo;
  • Evitare ambienti chiusi e affollati dove aumenta il rischio di venire a contatto con persone infette, come i centri commerciali prima delle feste.

Quindi, ricorda che è fondamentale seguire sane abitudini di vita e di igiene per prevenire la bronchiolite nel tuo bambino, valutando anche di ritardare l’inserimento al nido o alla scuola dell’infanzia nei neonati o nei bambini più fragili e ad elevato rischio di bronchiolite.

Abbiamo conosciuto meglio che cos’è la bronchiolite, come si manifesta, come riconoscerla e come prevenirla. Ma, soprattutto, abbiamo capito che è essenziale non sottovalutare se tuo figlio respira male e/o con un sibilo: rivolgiti subito al pediatra per aiutare il tuo piccolo!

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