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Stomatite nei bambini: cos’è e come si cura

La stomatite nei bambini è una problematica benigna ma molto fastidiosa: il piccolo può avere difficoltà a bere, mangiare e parlare a causa del dolore! Scopriamo insieme perché si verifica e come possiamo porvi rimedio.

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06 Ottobre 2022 • 8 minuti di lettura

La stomatite, , è un problema che può colpire dal 20 al 25 % della popolazione, con esordio anche nell’infanzia ma con un’incidenza maggiore nei bambini a partire dai 10 anni, una buona diffusione nella seconda e nella terza decade di vita e la tendenza via via a scomparire con l’ulteriore avanzare dell’età.

Quindi, anche i bambini possono soffrire di stomatite, un disturbo molto comune nei ragazzi e per lo più benigno, ma che può essere, ahimè, molto fastidioso da sopportare e, nei più piccoli, in particolare nei neonati, può portare a disidratazione e inappetenza.

Se hai già sofferto di afte in bocca, sai bene di cosa si tratta e quanto possono essere fastidiose per il tuo bambino, così tanto da rendere doloroso parlare, bere e mangiare, in particolare i cibi salati, acidi o piccanti.

Inoltre, nei bambini la stomatite può, non solo arrivare a togliere l’appetito e la voglia di bere, ma anche causare febbre, sanguinamento, prurito o gonfiore fino a quando le ulcere non sono guarite.

In tutti i casi, purtroppo, tende a ripresentarsi nel tempo e, non a caso, si sente spesso parlare di stomatite ricorrente.

La guarigione, in genere, avviene entro 2 settimane, durante le quali bisogna saper gestire la situazione con il supporto del Pediatra.

La stomatite, infatti, non deve essere sottovalutata perché può nascondere altri problemi; è quindi necessario il coinvolgimento del Pediatra per la diagnosi differenziale con malattie croniche intestinali, infezioni virali comuni nei più piccoli e altre problematiche che possono determinare anche infiammazione della bocca.

Una volta diagnosticata, la stomatite è considerata un problema molto fastidioso, ma per fortuna sono disponibili vari rimedi, anche topici, che aiutano a risolverla in tempi rapidi.

Stomatite aftosa ed erpetica: attenzione alle differenze

La stomatite, , come già accennato, è un’infiammazione della bocca che può interessare solo un punto o l’intera cavità orale con arrossamento, tumefazione e delle piccole lesioni caratteristiche, le afte. Non a caso, spesso viene definita stomatite aftosa.

In particolare, le afte si presentano come piccole ulcerazioni molto dolorose, che rendono difficile mangiare, bere e parlare.

Spesso, oltre alle afte, la stomatite si manifesta anche con:

  • Alitosi e febbre;
  • Sanguinamento;
  • Bruciore e dolore che possono essere intensi.

La stomatite aftosa può presentarsi anche in forme più lievi ma frequenti, anche 3 volte l’anno.

In tal caso, viene definita stomatite aftosa ricorrente, o SAR, e spesso comporta piccole ulcere, anche sulla lingua, ma senza febbre e dolore.

In generale, la stomatite aftosa non è contagiosa e non sembra essere riconducibile a un virus o batterio. Per questo motivo, non sono indicati farmaci antivirali o antibiotici.

Potrebbero, in caso, essere utilizzati farmaci antinfiammatori o cortisonici per intervenire sui sintomi.

Se la stomatite tende a ripresentarsi più volte, si consiglia anche di curare con attenzione l’igiene orale oltre che l’alimentazione e l’idratazione.

La stomatite aftosa può presentarsi a qualunque età, ma è più frequente nei bambini e nei giovani dai 10 anni.

Infine, è utile sapere che la stomatite aftosa non va sottovalutata, perché può essere confusa con varie problematiche virali.

Tra queste ricordiamo la stomatite erpetica, problematica con manifestazioni simili a quella aftosa, particolarmente diffusa tra i bambini di età compresa tra i 6 mesi e i 5 anni.

Come anticipato, si tratta però di una problematica di origine virale e, nello specifico, è la manifestazione dell’infezione primaria dell’Herpes simplex di tipo I, lo stesso virus che, successivamente, ri-attivandosi, causerà l’herpes labiale.

Questo tipo di stomatite, detta anche gengivostomatite, può richiedere il ricorso ad antivirali topici per accelerare la guarigione.

Inoltre, è utile sapere che la stomatite erpetica è un’infezione contagiosa, per cui è bene non condividere stoviglie, cibo o asciugamani con il piccolo.

Oltre che con la stomatite erpetica, la stomatite aftosa può essere confusa con la malattia bocca-mani-piedi da virus di Coxsackie, infezione contagiosa diffusa tra i bambini da cui si differenzia per l’assenza di ulcerazioni anche sul palmo delle mani e la pianta dei piedi, e altre infezioni virali che, in genere, si risolvono spontaneamente entro 7-10 giorni.

Infine, anche la Scarlattina si manifesta con infiammazione della bocca, oltre che febbre e altri sintomi simili alla stomatite aftosa, da cui si differenzia principalmente per la tipica lingua rosso fragola e, soprattutto, perché necessita della prescrizione di antibiotici.

Naturalmente, solo il Pediatra è in grado di eseguire un’accurata diagnosi differenziale e valutare così, caso per caso, la terapia più adatta.

Quindi, se il proprio bambino piange per le afte in bocca è fondamentale non sottovalutare il problema, soprattutto con i più piccoli, e rivolgersi subito al proprio medico di fiducia!

Le cause della stomatite nei bambini

Ad oggi, non sono ancora chiare le cause della stomatite aftosa. Nello specifico, si ritiene che questo disturbo sia determinato da una concomitanza di fattori, che possono comprendere:

  • Un sistema immunitario debole o indebolito;
  • La presenza di allergie o sensibilità a certi alimenti, ad esempio formaggi e agrumi, o ad alcuni componenti dei prodotti per l’igiene orale, come il sodio lauril solfato in alcuni dentifrici;
  • Stress;
  • Traumi locali della bocca;
  • Dentifricio non adatto e/o scarsa igiene dentale;
  • Assunzione di alcuni farmaci;
  • Alterazioni del microbioma orale;
  • Alimentazione scorretta, che può portare a carenze nutrizionali.

In particolare, è stato evidenziato che il 20% dei casi di stomatite aftosa nei bambini è associato a carenza di ferro, acido folico, vitamina B6 e B12 e, negli ultimi anni, si stanno valutando anche quelle di vitamina D, zinco e tiamina o Vitamina B1.

La stomatite, intesa come manifestazione di un’infiammazione della bocca, può essere considerata un segnale di infezioni da virus e batteri, come abbiamo appena visto, da funghi, tra i più frequenti il Mughetto da Candida albicans, ma anche di Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali, tra cui la Celiachia e la Sindrome dell’Intestino Irritabile, o problematiche di malassorbimento, enteropatia e altre malattie che possono interessare il cavo orale nei bambini.

Ancora una volta, è evidente l’importanza di consultare il Pediatra che, con un’accurata anamnesi, valutando l’età del bambino, eseguendo un esame obiettivo e conoscendo la sua storia medica, può arrivare a una diagnosi accurata e prescrivere trattamenti o terapie adatti al bambino.

Vediamo quindi l’approccio e la terapia che possono essere indicati se il bambino soffre proprio di stomatite aftosa.

Stomatite, come curarla nei bambini

La stomatite aftosa tende a risolversi da sola nel giro di 1 o 2 settimane.

Come anticipato, la terapia per la stomatite è di tipo sintomatologico e, infatti, prevede soprattutto rimedi indicati per curare le sue manifestazioni più fastidiose e dolorose, in particolare le afte e altre lesioni.

Ecco perché vengono prescritti principalmente rimedi per uso topico a base di supporti ad azione emolliente e ristrutturante, in associazione ad antisettici, anestetici e/o antinfiammatori corticosteroidi.

In aggiunta, nelle fasi acute della stomatite, è bene evitare cibi piccanti, salati, o acidi, che possono provocare una ulteriore irritazione della bocca. In ogni caso, in base alla situazione del piccolo, il Pediatra valuterà la soluzione o la combinazione di rimedi più adatti a lui.

Il problema della stomatite aftosa, in particolare se ricorrente, va però affrontato anche focalizzandosi sulle cause.

Non essendo ancora nota la sua origine ed essendo considerato un problema multifattoriale, in caso di diagnosi di stomatite aftosa l’approccio è spesso orientato, non solo a sedare i sintomi, ma anche a prevenire le condizioni che ne favoriscono l’insorgenza nei bambini.

In particolare, il Pediatra può consigliare di:

  • Seguire una buona igiene orale evitando dentifrici, collutori o altri prodotti irritanti o di nota sensibilità;
  • Curare l’alimentazione che deve essere il più possibile varia e ricca di frutta e verdura per favorire un adeguato apporto di ferro, zinco e vitamine B1, B2, B6, B12, C, evitando così eventuali carenze spesso associate al problema. Se l’alimentazione non basta, può essere consigliata l’integrazione di questi nutrienti;
  • Aumentare l’assunzione di liquidi ed evitare le bevande o i cibi che possono favorire infiammazioni del cavo orale;
  • Evitare lo stress emotivo o fisiologico e, se non è possibile, rivolgersi al Pediatra per trovare soluzioni adatte per gestire e risolvere il problema;
  • Sostenere il sistema immunitario con l’integrazione di vitamine come la C e le B, minerali come lo zinco o estratti erbali come quelli di Echinacea o Eleuterococco, di supporto alle naturali difese dell’organismo, anche a livello buccale.

In genere, la stomatite aftosa, anche ricorrente, tende a scomparire crescendo, con una progressiva diminuzione della sua frequenza, probabilmente anche come conseguenza di un miglioramento delle abitudini alimentari e di igiene orale e, in genere, dell’acquisizione di altri comportamenti utili a contrastare il problema.

Abbiamo imparato che la stomatite aftosa nel bambino è un problema sì benigno, ma da non sottovalutare.

In particolare, è necessario il supporto del Pediatra non solo per gestire i fastidiosi sintomi che la caratterizzano, ma anche per un’accurata diagnosi differenziale con altre problematiche con cui può essere confusa e che necessitano di cure più specifiche.

Quindi, se il tuo piccolo si lamenta per una dolorosa afta buccale non temporeggiare: chiama subito il tuo pediatra di fiducia!

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