Benessere del neonato

Soffocamento del neonato: consigli utili per prevenirlo

Il soffocamento accidentale è una delle emergenze più diffuse tra i bambini e i neonati. Ecco perché è importante condividere le informazioni essenziali per prevenire o intervenire in caso di un rischio reale.

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07 Febbraio 2020 • 8 minuti di lettura

Genitori informati contro il soffocamento del neonato

Online e offline, sono sempre di più le campagne di prevenzione sul soffocamento del neonato, che ricordano a noi genitori di prestare particolare attenzione ai nostri figli, mentre mangiano, dormono o stanno sdraiati.

Tutta questa attenzione mediatica è molto positiva, quando l’informazione viene data nelle giuste modalità; nel caso contrario, invece, si può arrivare a fomentare una fobia – quella del soffocamento – senza, però, condividere le informazioni essenziali per prevenire o intervenire, in caso di emergenza.

Nei neo-genitori, inoltre, si potrebbero favorire comportamenti esagerati ed esasperanti che servono a ben poco, se non si sa come fare, sia in caso di emergenza che in ottica di prevenzione.

In pratica, rimanere svegli la notte per controllare che il neonato sano non soffochi serve a poco e stressa i genitori.

Se il piccolino è sano e dorme nella posizione giusta, con un colpo di tosse è perfettamente in grado di liberare le vie respiratorie.

Il problema sussiste quando i genitori non riconoscono i segnali e non sanno cosa fare nell’emergenza di un soffocamento del figlio.

Vediamo, quindi, in primis come prevenire o intervenire in caso di soffocamento del neonato.

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SOS Soffocamento Neonato: ecco come prevenire ogni possibile rischio.

Il soffocamento del neonato: le cause

Il soffocamento del neonato è una delle emergenze più diffuse, sebbene se ne parli poco.

Fanno sempre notizia i casi con esito terribile, ma ogni anno le emergenze di soffocamento (quelle con un finale positivo) sono molte di più.

In tal senso, la condivisione del problema potrebbe essere una buona strategia di prevenzione per evitare il peggio, favorendo la percezione diffusa del rischio reale per ogni bambino da parte di genitori, nonni, educatori, babysitter e chiunque altro segua i nostri figli.

In parole semplici, ricordiamoci tutti che l’educazione è un buon sostegno per la prevenzione.

Partendo quindi da questo presupposto, vediamo insieme 5 principali fattori causali di soffocamento.

#1 Rischio fisiologico di derivazione anatomica

Le vie respiratorie dei neonati, dal punto di vista anatomico, presentano delle differenze rispetto all’adulto che ne aumentano il rischio di soffocamento.

Oltre al diametro molto più piccolo che però aumenta con la crescita, sono caratterizzate da una particolare forma conoide, con laringe alta ed epiglottide stretta, che favorisce la maggior predisposizione a fenomeni di ostruzione, la principale causa di soffocamento.

Il neonato, inoltre, ha una lingua più larga, le narici più strette, epiglottide e palato che si toccano, tessuti molli lassi e tutta una serie di caratteristiche anatomiche che lo rendono più sensibile ad ostruzioni.

Il riflesso della tosse è la naturale linea di difesa di cui dispongono i neonati per evitare di soffocarsi.

#2 Riflesso della tosse

Il riflesso della tosse, in generale, è molto attivo nel neonato, tanto che è proprio tossendo che il bambino libera le vie respiratorie da saliva, secrezioni nasali, rigurgiti o altri liquidi che potrebbero “soffocarlo”.

Nei bambini in cui il riflesso della tosse si sviluppa lentamente, ad esempio i prematuri, il rischio di soffocamento accidentale è maggiore.

Per approfondireTosse nei neonati e nei bambini: da cosa dipende?

#3 Posizione sbagliata

La posizione del bambino mentre dorme, o durante l’allattamento, è importante per diminuire il rischio di soffocamento. Il Pediatra indicherà il miglior modo di farlo dormire.

Mentre si allatta bisogna favorire la miglior posizione per evitare il rischio; è importante evidenziare che di per sé l’allattamento non è un fattore di rischio come alcuni genitori potrebbero pensare.

L’anatomia delle vie respiratorie obbliga i neonati a respirare con il naso, ma permette loro anche di succhiare il latte senza soffocarsi.

Al limite, se il naso è chiuso, il respiro risulta difficile e il bimbo rifiuta il cibo perché sembra soffocare. Il riflesso della tosse, però, aiuta sempre!

#4 Cibo

Con lo svezzamento il rischio soffocamento aumenta a causa dell’introduzione del cibo, uno dei principali fattori che favoriscono tale emergenza nei bambini da 0 ai 4 anni.

Il peso del cibo come causa del soffocamento è tale che è stata stilata la lista “Susy Safe”, un vero e proprio registro internazionale dove si possono consultare le statistiche relative al rischio correlato ai vari cibi.

Le statistiche sui casi di soffocamento nei bambini dai 0 ai 14 anni legati al cibo mettono al primo posto gli ossicini di pollo e le lische di pesce (32%) e a seguire le noccioline (22%) e i semi (16%).

Inoltre, fattori come forma, dimensioni e consistenza dei vari cibi incidono sulla loro pericolosità.

Chicchi d’uva e ciliegie possono scivolare in gola e causare ostruzione dell’epiglottide, così come cibi di consistenza appiccicosa (creme spalmabili), fibrosa (sedano) e comprimibile (würstel).

Inoltre, i bambini molto piccoli non sono in grado di masticare a dovere i vari alimenti dato che i molari escono entro i 30 mesi.

Il rischio di soffocamento nei neonati (e nei bambini molto piccoli), correlato alle dimensioni del cibo, è comunque noto da sempre.

#5 Reflusso di cibo, saliva e muco dal naso

Il reflusso di cibo e la saliva, così come il muco che scende in gola dal naso, in rari casi, potrebbero essere pericolosi, se il piccolo non è in grado di difendersi con un bel colpo di tosse.

Inoltre, non bisogna dimenticare che il rischio di soffocamento aumenta con la crescita e la maggior autonomia del piccolo, a causa di:

  • ingestione di giocattoli e oggetti molto piccoli
  • mancanza di coordinazione tra masticazione e deglutizione
  • elevata frequenza respiratoria
  • tendenza a distrarsi facilmente durante il pasto
  • infezioni o traumi

Prevenire il soffocamento nei neonati e riconoscere i segnali

La prevenzione del soffocamento nei neonati si basa su alcuni consigli che aiutano i genitori a gestire le cause appena viste. Analizziamole insieme.

  • Far dormine il bambino supino evitando di utilizzare cuscini imbottiti e supporti laterali, dichiarati pericolosi anche dall’FDA (Food and Drug Administration). Eliminare anche coperte e lenzuola svolazzanti nella culla, così come peluche o giocattoli. In pratica, il letto deve essere libero.
  • Mantenere il naso sempre pulito e libero in modo da favorire la respirazione, prevenire il naso chiuso e l’eccesso di muco che può scivolare in gola con aumentato rischio di soffocamento. I lavaggi nasali con acqua fisiologica isotonica o ipertonica, in presenza di muco appiccicoso e abbondante, sono un supporto utile per aiutare i piccolini a respirare liberamente.
  • Abituare i bambini a mangiare seduti in posizione eretta e senza distrazioni, giochi o TV, soprattutto per i bambini molto piccoli.
  • Tagliare il cibo a piccoli pezzi, sia la carne che l’uva o altri cibi tondi. Attenzione al pollo e al pesce con le lische, evitare noccioline, caramelle, gomme da masticare e altri cibi nella lista “Susy Safe” per bambini al di sotto dei 4 anni.
  • Porre particolare attenzione quando i bambini iniziano a gattonare ed evitare, in particolare, giochi troppo piccoli od oggetti lasciati incustoditi, come bottoni, monete, palline, palloncini, etc.
  • Non lasciare in giro per la casa sacchetti di plastica o simili.

Inoltre, è importante sapere che esistono 2 tipi di ostruzione che possono causare il soffocamento.

Vediamoli nel dettaglio, per imparare a distinguere i sintomi e intervenire in modo efficace in caso di emergenza.

#1 Ostruzione incompleta

Il bambino piange e inizia a tossire: bisogna aiutarlo favorendo la tosse, il naturale riflesso di eliminazione dell’intruso.

#2 Ostruzione completa

Il bambino non piange e non tossisce e pian piano inizia a diventare cianotico. In questo caso, è indicata la manovra di disostruzione pediatrica o simili.

Queste pratiche, i genitori, possono impararle con l’aiuto del Pediatra o in corsi specifici.

In linea di massima, se il bambino è cosciente si parla di 5 pacche sulla schiena e 5 compressioni toraciche; se è incosciente, invece, bisogna liberare le vie respiratorie.

Sono operazioni delicate e due righe non bastano per spiegare bene come fare. Il consiglio, come suggerito pocanzi, è quello di chiedere al Pediatra o partecipare ai corsi offerti nella propria zona.

In ogni caso, riconoscere i sintomi dell’inizio di soffocamento nei neonati è essenziale per intervenire in caso di emergenza.

Quando si tratta di prevenire il soffocamento nei neonati è chiaro che la fobia può assalirci. Ma è altrettanto evidente che non possiamo abbassare troppo la guardia.

In ogni caso, è essenziale conoscere i fattori di rischio e, soprattutto, riconoscere i sintomi di un’eventuale emergenza, per intervenire con coscienza e preparazione.

Preoccuparsi è giusto, ma alla fine dei conti, sapere cosa fare in caso di soffocamento del neonato è fondamentale per evitare veri e propri attimi di panico!

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