Benessere del neonato

Lo svezzamento del neonato: consigli per la pappa in serenità

Lo svezzamento è il primo passaggio di crescita del tuo bambino, ma può essere più complicato del previsto. Ecco qualche consiglio per una pappa serena.

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03 Febbraio 2020 • 8 minuti di lettura

L’allattamento è il gesto più intimo tra una mamma e il suo bambino. Attraverso il seno, il piccolo riceve tutto ciò che gli serve per il suo nutrimento e, intanto, si rafforza il legame reciproco.

Ma c’è un momento cruciale nella crescita in cui il neonato inizia a sperimentare il cibo da fonti diverse dal latte materno, in modo autonomo.

Questo è lo svezzamento.

Se hai qualche dubbio su cosa sia o desideri qualche consiglio su come iniziare lo svezzamento senza traumi, sei nel posto giusto.

Di seguito, qualche nozione e molti consigli su come affrontare questo passaggio importante in modo sereno.

Cosa si intende per svezzamento?

Per svezzamento si intende quando il bambino inizia il passaggio dal latte materno ai cibi solidi.

Attenzione: ciò non significa somministrargli il latte materno tramite il biberon, ma affiancare l’allattamento al seno, che resta comunque una base fondamentale.

Questo non deve rappresentare un trauma per te e il piccolo.

Lo svezzamento non segna necessariamente la fine del vostro legame intimo; piuttosto, rappresenta un modo diverso di nutrire il tuo bambino e di sostenerlo nel suo percorso verso l’autonomia.

Eri abituata a offrirgli il seno per alleviare il pianto? Continua a farlo.

L’allattamento è una coccola e un piacere, sia per la mamma che per il bambino e non deve assolutamente essere, d’improvviso, sostituito dai cibi solidi.

Quando si inizia lo svezzamento?

Di solito, lo svezzamento inizia quando il bambino ha circa 6 mesi.

L’introduzione al cibo solido dev’essere graduale, affiancata sempre dall’allattamento, in una sorta di alimentazione complementare.

L’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, raccomanda l’allattamento esclusivo al seno a richiesta fino ai 6 mesi, per poi proseguire con l’integrazione dei cibi.

In ogni caso, lo svezzamento è una decisione personale: capirai quando tuo figlio sarà pronto per iniziare questo percorso di crescita insieme a te.

A poco a poco, sarai in grado di aumentare la quantità e la varietà di cibo che il tuo bambino assume, fino a quando non mangerà gli stessi alimenti del resto della famiglia, in porzioni più piccole ovviamente, e con attenzione ai condimenti.

Ma perché aspettare fino a circa 6 mesi?

Prima dei 6 mesi è bene somministrare solo latte materno, perché fornisce l’energia e tutte le sostanze nutritive di cui il bambino ha bisogno, proteggendolo anche da malattie e infezioni.

Inoltre, in questo modo si dà il tempo agli organi interni di svilupparsi cosicché possano ricevere cibi solidi.

Ci sono dei segnali inconfutabili che ti aiuteranno a capire quando il tuo bimbo è pronto per lo svezzamento.

Quando il tuo piccolo sarà capace di rimanere seduto, mantenere la testa ferma e coordinare occhi, mani e bocca per portare autonomamente il cibo alle labbra e deglutire invece di respingerlo, allora sarà pronto per lo svezzamento.

Svezzamento guidato o autosvezzamento?

Quando si tratta di iniziare a introdurre cibi solidi nell’alimentazione del tuo piccolo, ti troverai di fronte a una scelta: svezzamento guidato o autosvezzamento?

Entrambi gli approcci hanno i loro pro e contro e la scelta deve essere guidata sia dalle esigenze dei genitori, sia dalla predisposizione del piccolo.

Vediamo insieme in cosa consistono queste tipologie di svezzamento.

Autosvezzamento

L’autosvezzamento è una pratica relativamente moderna, che prevede l’introduzione di cibi in maniera meno guidata e ferrea di quanto si faceva tempo fa.

Viene consigliato se il bambino è attivo, esplorativo, curioso.

Può essere, ad esempio, che durante l’allattamento tuo figlio mostri segni di impazienza o che sia facilmente distratto da segnali esterni, oppure che quando il resto della famiglia mangia lui voglia provare a toccare i cibi o ad assaggiarli.

L’autosvezzamento si traduce anche nell’offrire un’ampia gamma di piccoli assaggi di cibo e lasciare che sia il bambino a scegliere cosa gli piace e cosa no, senza essere imboccato e senza seguire l’iter delle prime pappe con poche verdure alla volta.

È l’ideale in famiglie che non abbiano problemi di allergie e nelle quali la mamma ancora allatti il bimbo, perché con piccoli assaggi il neonato non completa la sua alimentazione ma integra l’allattamento, almeno per un primo periodo.

Con l’autosvezzamento si seguono maggiormente i gusti e le voglie del piccolo.

Lo svezzamento guidato

Lo svezzamento standard, invece, prevede uno schema che solitamente viene fornito dal Pediatra con le dosi e la tipologia di cibo da introdurre, poco alla volta.

In ogni caso devi avere molta pazienza, perché tuo figlio deve adeguarsi a questo cambiamento imposto.

Non compiere questo passaggio in modo brusco, per esempio smettendo di offrire il seno improvvisamente.

Il latte materno resta fondamentale. Gli esperti sostengono che il distacco dal seno può essere traumatico sia per tuo figlio che per te, oltre al fatto che può causare infezioni ai dotti mammari e mastiti.

Come iniziare lo svezzamento?

Non sarà tutto rosa e fiori.

Procedi lentamente e aspettati di vedere inizialmente dei segni di disapprovazione da parte di tuo figlio.

Cerca di facilitare la transizione utilizzando questi metodi.

Si mangia tutti insieme

La tavola è condivisione, fai sedere il bimbo nel seggiolone con il resto della famiglia e lascialo esplorare, proverà ad assaggiare poco alla volta, ma va bene così.

Non è necessario che il primo giorno mangi tutto ciò che ha nel piatto.

La pazienza in questa fase è fondamentale.

Le preferenze sono normali

I neonati sono abituati ai gusti più dolci, come il latte o la frutta.

Dunque è possibile che, proponendo altro, facciano fatica ad adeguarsi.

Non perderti d’animo e ritenta a distanza di qualche giorno, dando ai piccoli la possibilità di mangiare sempre qualcosa che amano.

Rimanda e distrai

Prova a posticipare le poppate, allontanandole dal momento della pappa, così che il bimbo inizi a differenziare le cose.

Se tuo figlio richiede il seno subito prima, o subito dopo il pranzo, distrailo con altre attività.

Cosa mangiare durante lo svezzamento?

Per un buon svezzamento, tieni sempre a mente 4 regole importanti, che sono:

  • Preparare cibi freschi, cucinandoli in modo sano;
  • Usare poco sale e zucchero (se non per nulla);
  • Servire proteine in piccoli pezzi (carne bianca, formaggi);
  • Evitare il miele, perché potrebbe contenere botulino.

Cosa puoi somministrare a tuo figlio?

Comincia con le puree di frutta o verdura: patate, carote, zucchine, mele, pere, ma anche broccoli, spinaci o cavolfiori, così da abituarlo a diversi tipi di sapore.

Puoi anche offrirgli carni bianche o pesci delicati e senza spine, somministrandoli in piccoli pezzettini.

Assicurati sempre che prima di portarli alla bocca, gli alimenti non scottino.

Cosa fare quando lo svezzamento diventa un dramma?

Se hai provato di tutto per svezzare tuo figlio e non funziona nulla, forse allora non è ancora il momento giusto.

Forse vi sono dei cambiamenti in atto che tuo figlio non ha ancora metabolizzato, come il fatto che tu sia tornata al lavoro o magari che mamma e papà si stiano separando.

O ancora, forse il piccolo non sta bene: i bambini spesso vogliono il seno più frequentemente quando non si sentono bene, come una specie di conforto.

Oppure, forse, ha solo il nasino ostruito. In tal caso, tramite un aspiratore nasale puoi aspirare il muco in eccesso, scongiurando anche eventuali infezioni al condotto uditivo.

Insomma, lo svezzamento richiede molta pazienza e molto tempo: riprova tra un mese o quando la situazione turbolenta si sarà risolta. Vedrai che il passaggio di crescita succederà.

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