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Pianto del neonato: 7 motivi per cui il tuo bimbo piange
Un neonato piange spesso, e quasi sempre lo fa per un motivo preciso. All’inizio può sembrare difficile capire che cosa stia cercando di comunicare, ma con il tempo imparerai a riconoscere il suo pianto e ad associarlo ai suoi bisogni.
Pubblicato: 3 ottobre 2019 • Aggiornato: 15 maggio 2026
Indice dei contenuti
- Piange perché ha fame
- Piange perché ha una colica
- Piange perché vuole essere preso in braccio
- Piange perché è stanco e ha bisogno di riposare
- Piange perché sente troppo freddo o troppo caldo
- Piange perché ha bisogno di un cambio di pannolino
- Piange perché non si sente bene
- Come calmare il pianto del neonato
- Se continua a piangere, non è colpa tua
Se hai appena avuto un bambino, te ne sarai già accorta: nei primi mesi dipende da te per tutto e tu sei il suo punto di riferimento.
Anche la tua quotidianità ruota attorno ai suoi bisogni e alle sue necessità. Per questo, quando piange - e a volte può farlo anche per molte ore - è normale preoccuparsi o spaventarsi.
Cerca però di non allarmarti subito: nei primi mesi il pianto è il suo modo principale per chiedere attenzione, conforto o aiuto.
Nei mesi successivi molte cose cambieranno: inizierà a cercarti con lo sguardo, a emettere versetti e piccoli suoni, a muovere le manine per cercare il contatto. Fino ad allora, il pianto resterà il suo linguaggio principale.
Ecco, quindi, quali possono essere alcuni motivi per cui il tuo bambino potrebbe piangere e che cosa puoi fare per tranquillizzarlo.
#1 Piange perché ha fame
Piange perché ha fame. Questa è la prima cosa a cui pensa una mamma, spesso indovinando.
Lo stomaco di un neonato è molto piccolo, quindi è normale che dopo poco tempo abbia di nuovo fame. Nei primi mesi, infatti, l’alimentazione è spesso a richiesta.
Se stai allattando al seno, attaccalo alla mammella; si staccherà da solo quando sarà sazio. Se invece, stai usando il latte artificiale, calcola circa 2 ore tra un biberon e l’altro.
E fai attenzione a questo: se non finisce mai i suoi pasti, potrebbe preferire bere poco e più spesso. In questo caso, prova a riavvicinare i momenti biberon e a farli durare di meno.
#2 Piange perché ha una colica
Se piange a lungo, diventa rosso in viso e sembra insofferente a qualunque tentativo di calmarlo, potrebbe avere una colica.
Di solito, lo capisci perché comincia a serrare i pugni, a inarcare la schiena e a piegare le gambe.
Non spaventarti: per molti esperti le coliche sono una normale fase di sviluppo.
Per altri, invece, sono legate a problemi di pancia a causa di un’allergia o un’intolleranza a qualcosa nel latte materno, o a un tipo di latte artificiale, oppure ad aerofagia, stitichezza o reflusso.
Se noti che il pianto è nervoso e dopo molte ore non accenna a placarsi, contatta il Pediatra.
#3 Piange perché vuole essere preso in braccio
E se avesse solo bisogno del contatto fisico con te? Ricorda che è stato nel pancione per ben 9 mesi, conosce (e ama) il battito del tuo cuore, il tuo calore, il tuo odore.
Quando piange, prendilo in braccio, fagli sentire che ci sei, rassicuralo con la tua presenza fisica. Cullalo, cantagli qualche ninnananna.
E se non puoi distrarti da ciò che stai facendo, indossa il marsupio o la fascia per tenerlo vicino a te per periodi prolungati.
#4 Piange perché è stanco e ha bisogno di riposare
Per paradosso, quando il piccino è troppo stanco potrebbe faticare a prendere sonno, quindi innervosirsi e cominciare a piangere.
Agitarsi alla minima sollecitazione, fissare lo sguardo nello spazio, o essere silenzioso e immobile sono solo alcuni dei modi in cui ti sta comunicando che ha bisogno di dormire.
Per esempio, per tutta la giornata hai avuto in visita nonni e zii che l'hanno preso in braccio a turno, stancandolo? Oppure in casa al momento c'è troppo rumore?
Dopo la poppata, prova a portarlo in una stanza più tranquilla e vedi se con più silenzio si calma.
#5 Piange perché sente troppo freddo o troppo caldo
Anche il neonato può sentirsi infastidito dal troppo freddo o dal troppo caldo. Gli sbalzi di temperatura, proprio come accade agli adulti, possono metterlo a disagio.
Puoi controllare la sua temperatura mettendo una mano sulla pancia o dietro la nuca.
Non farti ingannare dalla temperatura delle mani o dei piedi: è normale che siano più freddi rispetto al resto del corpo.
Mantieni la temperatura della stanza del bambino tra i 16 e i 20 °C e fai attenzione a non coprire eccessivamente il bambino, altrimenti potrebbe surriscaldarsi.
Come regola generale, ha bisogno di indossare uno strato di vestiti in più rispetto agli adulti per sentirsi a proprio agio.
Usa lenzuola di cotone: se il pancino è troppo caldo, togli la copertina; al contrario, aggiungine una.
Se stai usando un sacco a pelo, assicurati che sia giusto per la stagione e della taglia corretta.
#6 Piange perché ha bisogno di un cambio di pannolino
Il tuo bambino potrebbe protestare se ha il pannolino bagnato o sporco. Alcuni bambini non sembrano esserne infastiditi, a meno che la loro pelle non si irriti.
Se a tuo figlio non piace il momento del cambio del pannolino, potrebbe essere a causa della strana sensazione di aria fredda sulla sua pelle. In questo caso, distrai il tuo bambino con una canzone o un giocattolo.
#7 Piange perché non si sente bene
Quando il neonato non si sente bene, il pianto può cambiare tono rispetto al solito. Può sembrare più debole oppure, al contrario, più acuto e insistente.
Se di solito piange molto, ma è diventato stranamente silenzioso, questo potrebbe essere un altro segnale che non sta bene. Per esempio, potrebbe avere difficoltà nel respirare o il nasino è un po’ ostruito. Puoi risolvere, facendo dei pratici lavaggi nasali, utilizzando principalmente una soluzione salina. In commercio le trovi in bottiglia, in comodi flaconcini monodose o in spray con nebulizzatore.
La dentizione è un’altra causa: i bambini sono spesso irritabili e irrequieti nella settimana prima che spunti un nuovo dentino.
Nessuno conosce il tuo bambino come te. Se senti che qualcosa non quadra, fidati del tuo istinto e chiama il Pediatra, soprattutto se:
piange in modo continuo e inconsolabile per molte ore
ha un pianto molto diverso dal solito, più debole oppure insolitamente acuto
sembra avere difficoltà a respirare
ha febbre pari o superiore a 38 °C se ha meno di 3 mesi
ha febbre pari o superiore a 39 °C se ha tra 3 e 6 mesi
vomita
presenta episodi di diarrea o stitichezza
ha un pianto particolarmente nervoso che non si attenua, soprattutto se sospetti coliche e dopo molte ore non riesce a calmarsi
Come calmare il pianto del neonato
Man mano che conosci la personalità di tuo figlio, imparerai quali tecniche funzionano meglio per calmarlo.
Se una coccola o una poppata non risolvono il problema, questi suggerimenti possono aiutarti.
Usa un suono costante e rassicurante
Può essere il battito del tuo cuore, a lui così familiare, ma anche il rumore dell’aspirapolvere, della lavatrice o del phon.
Altrimenti, scarica un’applicazione sul tuo telefono o acquista un giocattolo che riproduce una gamma di suoni, dalle onde dell’oceano alle gocce di pioggia.
Oscilla e ondeggia
La maggior parte dei bambini ama essere delicatamente cullata. Prova con l’ausilio di una sedia a dondolo o ondeggiando, in piedi.
Con molti neonati, funziona il giro in macchina o la passeggiata nel passeggino.
Massaggia il tuo bambino
Usando oli da massaggio inodori o creme appositamente formulate per i bambini, massaggia delicatamente la schiena o il pancino di tuo figlio in senso orario.
Questo gesto può favorire la digestione e, allo stesso tempo, il tuo tocco può aiutarlo a rilassarsi.
Prova una posizione diversa durante la poppata
Alcuni bambini piangono durante o dopo i pasti. Se stai allattando al seno, potresti scoprire che cambiare posizione lo aiuta a nutrirsi con calma, senza piangere o agitarsi.
Per esempio, se durante i pasti avverti frequenti episodi di aerofagia, significa che potrebbe preferire una posizione più eretta.
Fagli un bagno caldo
Un bagno rilassante può aiutare il bambino a calmarsi. Controlla la temperatura dell’acqua: dovrebbe essere di circa 37 °C.
Se non hai un termometro, immergi il gomito in acqua. Non dovresti sentire né caldo né freddo.
Se continua a piangere, non è colpa tua
Il tuo bambino potrebbe piangere molto spesso nelle prime settimane di vita: il pianto tende a un picco a circa 2 mesi e di solito inizia a scemare dopo.
Ma nel frattempo, è probabile che tu e il tuo partner vi sentiate stressati e infelici.
Cerca di ricordare che non sei la causa del suo pianto. A volte, accettare semplicemente di avere un bambino che piange molto può aiutare.
Se hai soddisfatto i bisogni immediati del bambino e provato tutto il possibile per calmarlo, è il momento di prendersi cura di te.
Se senti di essere sopraffatta, metti il bambino nella culla per qualche minuto, in un luogo sicuro, e prenditi il tempo di respirare e calmarti.
Se hai provato di tutto, ma tuo figlio è ancora agitato, chiama un’amica o la nonna per il supporto. Concediti una pausa e lascia che qualcun altro si occupi del tuo bambino.
Trova un gruppo di supporto genitoriale. In questo modo puoi incontrare altri neogenitori nella stessa situazione e offrirvi una spalla a vicenda.
Parlane con il tuo Medico, prima che tutto diventi “troppo”. Non lasciare che le cose si accumulino, poiché potrebbe rendere le cose più difficili per te e il tuo bambino.
Ricorda: questo pianto è probabilmente solo una fase. È molto comune e passerà.
Man mano che il tuo bambino cresce, imparerà nuovi modi di comunicare i suoi bisogni. E quando questo accadrà, le crisi di pianto finiranno presto.
Questo articolo non ha in alcun modo lo scopo di sostituire il consulto medico.
Si consiglia sempre la visita medica per capire le origini della malattia/infiammazione per le specifiche cure.